mercoledì 31 dicembre 2008

Anno bisesto, hanno a Bitonto, ano bisunto

Lo staff di The Three Beats (il sottoscritto, il macaco laggiù in fondo che fuma mentre si masturba con un lazo, il baio monco e cieco da un occhio che scalpita e la coppia di fatto formata da quello rosa e grosso dei Barbapapà e l'elefantino Babar) vi augura, con colpevole ritardo, un felice Hanukkah. Per gli auguri di buon anno passate verso marzo. Ci saremo.


Booya

lunedì 1 dicembre 2008

Bona Cioni, s'ha dì d'andà

Vi saluto, riparto alla volta dell'idilliaca Salò; dove, come l'anno passato, tenterò di aiutare la dolce virago dai cojones biquadratici (un saluto alla Provincia di Brescia che mi inserisce sempre volentieri nella rassegna stampa) Veronica Maffizzoli nello sbroglio dell'intricata matassa altrimenti detta Secondo FilmFestival del Garda.
Dal momento che non desidero lasciarvi con le mani in mano, ho pensato di assegnarvi un po' di compiti.
Task della settimana: rifletti attentamente sul video sottostante.




Cercate il panzone che mangia con cattiveria. Le mie più sincere scuse per non avervi sottoposto il soprastante contributo audiovisivo prima.

Booya

domenica 30 novembre 2008

Sono appena tornato da Torino

Ovvero:

cosa cazzo ci faceva un ragazzino ucraino travestito da Papa sul regionale Milano-Verona?

Booya

giovedì 20 novembre 2008

Vi si saluterà Nanni Moretti con amicale calore

La Vodafone deve smettere all'istante di chiamarmi tre volte al giorno per propormi il suo cazzo di pacchetto per il fisso.
Avviso che tengo in ostaggio la Blasi e Gattuso.
A Gennaro, colto dai morsi di un'atavica fame animalesca, ho già dato in pasto il piede destro della zoccola.

Booya

sabato 15 novembre 2008

Come ai bambini

Vi si deve spiegare proprio tutto, nevvero? E allora tiè, beccatevi il tutorial più stupido della rete. Magari vi è utile. Balenghi.




Booya

mercoledì 12 novembre 2008

Il Genio del Clistere

Il Genio fa cagare. Inteso come gruppo, non come Berlusconi, che è più specificatamente quello della lampada.
Vabbè, anche lui fa cagare.

La canzone, Pop Porno, è bruttina.

Lei sarà pure moderatamente topa, ma ha la medesima parlata soffiata del mio amico di Genova che ha avuto tre pneumotoraci (ti si vuole bene Cron).
E scusate se solo per questo motivo non mi si rizza neanche prendendolo a schiaffi.

Lui è simpatico come una ragade anale in procinto di scoppiare, nonostante la gioiosa faccia da tonno appena pescato.

Se proprio vi garbano le basi campionate bussate alla porta dei Fake P. Essi rullano.
E bruciate il cd de Il Genio.

The Three Beats, un settimanale di astiosità varie, da lunedì in edicola.

Booya

giovedì 6 novembre 2008

È tutto inutile a.k.a. NON. SI. PUÒ. FARE!

Porca troia.

Uno cerca di essere ironico.
Sagace.
Intelligente.
Divertente.
Brillante.
Anche sardonico volendo.
Si sforza di essere simpatico a tutti ideando con gran sforzo boutade, frizzi, lazzi buoni per tutte le stagioni e tutte le utenze.

Poi passa Lui e con tre parole spazza via tutto e tutti.

Cala il gelo.

Booya

mercoledì 5 novembre 2008

Idiosincrasie Insormontabili

Il mio inviato di cronaca bianca, spedito a raccogliere le reazioni a caldo a Palazzo Barbieri (sede comunale scaligera (credo (spero))) a proposito delle elezioni presidenziali americane, se ne ritorna mogio mogio in redazione con lo scoop del lustro (il mio inviato di cronaca bianca soffre di un forte disturbo bipolare).

Sembra che l'illogicità strutturale dell'affermazione : "Un Negro è stato eletto alla Casa Bianca" abbia sovraccaricato e quindi fatto saltare in aria il cervello del primo cittadino Flavio Tosi.

Il mio inviato di cronaca bianca aggiunge in postilla, con mestizia contagiosa, una nota di costume: "La violenta esplosione ha provocato dell'ottimo popcorn. Stop. Non era merda. Stop. Era mais. Stop".

Damn, he fucking could.

Booya

martedì 4 novembre 2008

My Own Endorsement

Una notizia che tutti i maggiori analisti politici del mondo attendevano.
Finalmente rese note le intenzioni di voto della testata The Three Beats, giunte appena in tempo per modificare fatalmente l'esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, tuttora in corso.

Fatti da parte, New York Times.
Puppa, Washington Post.
Rosica, New Yorker.
Levete, Reader's Digest.
Tu non c'entri un cazzo, Cioè. Cavati dalle palle.

Senza ulteriore indugio il mio Endorsement va certamente

ad Al Gore.

Facci sognare, flaccida e gelatinosa balena obèsa, qua in redazione siamo tutti con te.

Booya

giovedì 23 ottobre 2008

Un uomo di un fottuto certo livello

Si sa, gli anniversari di nascita sono momenti ideali per stimolare rimembranze e reminescenze.
L'altro giorno sono stato adiuvato in questo complesso e virtuale processo sinaptico da un connettore molto reale e prosaico: un libro. Anzi, un libercolo.
Stavo gettando la bibliospazzatura -montagne di libri oggettivamente inutilizzabili, alcuni dei quali fulgide apologie dell'umana idiozia- quando raccatto all'interno dello scatolone un volumetto che ha stuzzicato all'istante la mia svampita memoria.
Anaïs Nin, "Il Delta di Venere".
Una raccolta di racconti erotici risalente agli anni '40 in edizione economica e tascabile della Bompiani, con tanto di optional. Pagine spermofobe.
Si babbia, ovvìa.
E tutt'un tratto sapevo dove avevo già visto quel libretto nero.
L'anno della terza media.
Non c'era internet, non c'era neanche un computer in casa per quanto mi riguarda.
I più opulenti per distruggersi lo zibibbo di seghe andavano in edicola e con fare pruriginoso si accattavano i vari Le Ore, Lando, ThunderTopa, Tette al Balzo, e via dicendo.
Io, che ero poverello e non avevo vagonate di mila lire da investire in onerosi oboli ai miei ormoni, facevo un po' con quello che c'era.
E si trattava appunto del libro di Anaïs Nin.
A tredici anni mi ammazzavo di pugnette sugli immortali scritti di una delle maggiori autrici surreali della storia, grufolavo sulle pagine macchiate di inchiostro dall'amante segreta di Henry Miller, dell'amica di André Breton e Georges Arnaud, grugnivo gaudente sulle fantasie zozze dell'autrice di Diari, la versione femminile della Recherche di proustiana memoria.

Io sono convinto che gli intellettuali veri si riconoscano così. Dimmi come ti masturbavi da piccino e ti dirò chi sei: un uomo di un fottuto certo livello.

Booya

lunedì 20 ottobre 2008

Checchè se ne dica son davvero brutte cose

Voglio dire. Uno torna a giocare a pallacanestro semiseriamente dopo un lustro di stop e scopre solo dopo due mesi di duro ma entusiastico allenamento di essersi arruolato nelle fila di una compagine che milita in un campionato amatoriale affiliato a Verona Fedele?

Porco dio.

Cosa dovrò scoprire ora? Che torno a postare dopo venti giorni di limbo e scopro che Blogspot è un organo del'Opus Dei? O di C.L.? Che il Papa mi ha addato su feisbùk?

Son cose.

Che poi non mi son proprio mai piaciuti quelli che attaccano con un "Voglio dire". Troppo livorosi. Per non parlare dei dementi che usano il verbo addare.

Sono tempi difficili.

Ben ritrovati.

Booya

sabato 4 ottobre 2008

The power of love

È incredibile!

Bastano 15 secondi di Scarborough Fair di Simon & Garfunkel per rilassarmi, acquietarmi, dimenticare tutte le paure e gli stress mondani, catapultarmi in un mondo altro e migliore.

È incredibile!

Bastano 16 secondi di Scarborough Fair di Simon & Garfunkel per distruggermi irrimediabilmente le gonadi, spappolarmi i testicoli e disiare d'essere un fottutissimo eunuco per far smettere 'ste palle di girare.

Booya

sabato 27 settembre 2008

Quinta regola: la sincerità innanzitutto. Anche a costo di risultare brutali.

Nonostante sappia che con questo post spezzerò molti cuori puri e ingenui, debbo assolutamente seguire con pedanteria le regole da me redatte a causa di un chip dell'obbedienza autoinstallatomi nel perineo.

Segue un elenco di persone, personalità, figure e figuri creati ad arte dalla fervida immaginazione del genere umano e, di conseguenza, inesistenti:

Babbo Natale, Santa Lucia, la Befana & derivati et affini.

Dio, Allah, Mormon, Vishnu, Odino, L. Ron Hubbard & derivati et affini.

I fratelli Vanzina.

L'intera famiglia Kennedy.

Mussolini&Hitler, sporca propaganda dei subdoli comunisti. O era subdola propaganda degli sporchi comunisti?

Pietro Taricone.

Karim Capuano, Daniele Interrante, Costantino Vitagliano & derivati et similia.

Le ninfomani.

Giulio Andreotti.


Booya

martedì 23 settembre 2008

Quarta regola: dimostra la tua preparazione, la tua intelligenza e la tua cultura. Con garbo. E se non possiedi queste doti chiudi il blog. Stronzo.

In teoria basterebbe il titolo a perpetuare il gioco stantio dell' "enuncio una regola e poi la contraddico in maniera simpatica ma poi, alla fine, neanche poi così tanto".

Ma questo futile motivo non mi fermerà dal proporvi il vero sviluppo della quarta regola per il blog da perculare all'infinito, ossia un nuovo paradosso del Beatcippe.
Questa volta non si tratta di un paradosso concettuale come quello dell'Orchite (maiuscolo, essendo paradosso), bensì di un paradosso semantico. Non so se ho già detto che, paradossalmente, si tratta di un paradosso.

Paradosso.

Via col paradosso. Ormai la parola paradosso ha perso ogni significato vero? Bene.

A me il Monsignor della Casa mi fa una gran pippa.

Sipario.

Booya

domenica 21 settembre 2008

Terza regola: sii pieno di sorprese

Un uomo entra in un caffè a Polpenazze, un baretto sulla statale di quelli belli accoglienti, con le bagascie, la spuma, il biliardino, gli anziani, le sputacchiere, eccetera.
Ah, l'uomo viene da Prun. Sapete no, lì, vicino a Fane.
Cosa ci faccia a Polpenazze non è dato saperlo. Sarà un rappresentante. Venderà qualcosa.
O forse è andato a trovare l'amante.
Forse ha una seconda famiglia a Polpenazze.
O forse è Mormone, e quindi vorrebbe avere una seconda famiglia ma non può. Vorrebbe bere alcolici ma non può. Vorrebbe divertirsi ma non può. L'unica cosa che gli fanno fare è girare in bicicletta in gessato. Col caschetto però.
O forse è di Scientology e allora è costretto a partorire senza urlare.
Mah.
Comunque l'uomo entra nel bar e fa: "Scolti, vorìa tri caffè".
Il barista è un poco sorpreso.
C'è da dire che il barista del caffè sulla statale di Polpenazze è il classico ingenuotto, una persona semplice, un po' stolida. Non è che sia famosissimo a Polpenazze per la sua sagacia. Pur essendo Polpenazze un paese non certo sagace.
Mah.
Fatto sta che il barista si domanda: "E per chi sono 'sti tre caffè?"
Incredibilmente l'uomo risponde: "Uno par mi, uno par ti e una par quea puttana de to mare"
Al chè il barista si domanda: "Ma ho pensato ad alta voce? Oppure costui legge nel pensiero? E se prima ho pensato ad alta voce lo starò facendo pure ora?"
Il barista, conscio di rischiare di rimuginare su questo complesso problema logico per tutto il giorno, nel dubbio decide di presentare le sue nodose nocche allo zigomo dell'uomo; il quale, pesto ma non domo, se ne va con risolutezza.
Il giorno dopo, quindi, ritorna e con arrogante sicumera esclama: "Barista! Vorìa do caffè"
Il capace mescitore di sostanze alcoliche risponde, tenendo bene a mente di attivare il complicato processo fonetico della parola: "E per chi sarebbe questa coppia di caffè?"
Prontamente l'uomo replica: "Uno par mi e uno par quea puttana de to mare, che a ti il caffè te rende nervoso".
Arrivati fin qui la nostra storia potrebbe andare avanti all'infinito. Ma so per certo che il nostro narratore deve scappare, ha in arretrato una lunga sessione di tassidermia di pantegane.
Lo so per certo perchè il narratore sono io.
Sorpresi?


Eh?
Ah!
Booya

sabato 13 settembre 2008

Seconda regola: proponi contenuti interessanti e ben esposti

No, beh. Questo non lo posso prprio fare.

Dai, fate uno strappo.

Se arrivate a contenuti mediacri esposti fiaccamente ci sto.

Del tipo: "Oggi ho visto il pilita di Fringe. È bello".

Notare che quantomeno metto le È.

È

Booya

Nota: i refusi sono volontari. Mantengono vigile l'attenzione altrimenti deficitaria del lettore. Anche il contenuto apparentemente casuale del blog è volontario. Ma in questo caso si tratta di deficienze del redattore.

venerdì 12 settembre 2008

Prima regola: mostra interesse verso il lettore

Ciao gente.

Come va? Tutto bene?
In famiglia?
La nonna s'è ripresa dal femore rotto?
Il bimbino ha ancora la colite?

Lo sapete vero che è l'anno delle morti premature e violente?
Lo sapete che entro quattro anni il mondo collasserà in un minuscolo buco nero prodotto in Svizzera?

Salute? Bene?
Son contento. Occhio allo squaraus però.
È sempre in agguato.
Come Berlusconi.
Ed esce dallo stesso posto.
Ahahahahahahahahah.
Aaaaaaah. Vabbè.

Soldi? Pronti alla recessione? Al caro benzina? All'inflazione?

Allora, penso sia proprio tutto.

Controllato il gas?

Booya

lunedì 8 settembre 2008

Non obietto un bel nulla ma parto comunque con il servizio civile

And I just wish to remind you that I have pornographic memory for faces and I hate people who but me.
Cut that British accent and start speaking english!

Booya

P.S: tanti cari complimenti a quella banda di debosciati di MyMovies. Non l'ha vinto Barbet Schroeder il Leone d'Oro per l'insieme dell'opera, bensì Werner Schroeter. Le T contano molto, ma le Teste di fava vincono sempre.

sabato 6 settembre 2008

Mamma li Turchi

Tremate tremate chè il Beatcippe è tornato dal festivaliero mondo parallelo.
Tutto molto bene, via.
Le solite cose: film fino alla nausea, corse in sala stampa, scrittura insulsa, punture di zanzare (ma hai la lebbra? ti spegni le sigarette sul braccio? sono alcune delle molte domande postemi), visi noti e amichevoli, il ristorante 161, le colazioni non pagate, i biglietti dell'autobus non pagati (1 euro e 80? riprovaci amico), i film brutti, i film belli, anziani critici che dopo due giorni di proiezioni impazziscono, giovani critici impazziti di default.
Cose nuove: l'attesissima visita di Kenny con tanto di festa di NSC: s'è bisbocciato e s'è scoperto d'essere anziani, la bella e dolce SaratheHutt: piacevolissima riproposizione dell'avventura berlinese, la bellezza di poter apprezzare molto di più un magico gruppo di amici e colleghi che tutti i film della Mostra messi assieme, la demenza di Porro il critico del CorSera, l'idiozia della Mancuso la finta critica del finto quotidiano Il Foglio, la giornalista tedesca ciucca come un ragioniere coreano: le vogliamo un sacco di bene.
Ah, come se ci fosse bisogno di ricordare che Kitano mi ha scavato nelle viscere con un altro capolavoro assoluto.
Se mi viene in mente altro lo scrivo eh. Fra sei mesi ma lo scrivo.

Booya

giovedì 4 settembre 2008

Pappi, puppa

Mi si dice che la proiezione stampa de "Il Seme della Discordia" sia stata annullata.
Bestemmie.
Mi si dice che la mia schiena è rimasta bloccata grazie al trattamento intensivo di aria condizionata.
Bestemmie.
Mi si dice che quest'anno il Festival di Venezia faccia amabilmente cagare il cazzo.
Bestemmie.
Mi si dice che neppure quest'anno si ciula.
Niente bestemmie perchè ormai ci si è abituati.
Mi si dicono un sacco di cose. Nessuna delle quali peraltro sembra avere risvolti positivi. Ma tanto poi mi accendo una sigaretta, poso le chiappone sulla tazza del cesso, e il mondo ritorna un posto bello.
Vado.

Booya